Chi ha inventato il Texas Holdem Poker?

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Tutti noi giochiamo quasi quotidianamente al Texas Holdem e almeno una volta ci siamo chiesti chi mai avesse inventato questo magnifico gioco di poker.

Come tutti i giochi anche il Texas Holdem ha una sua storia che risale a tanto tempo fa, ma per molti lati resta ancora oscura e coperta dal mistero. Si sa per certo che questo gioco di carte venne giocato per la prima volta in una cittadina del Texas chiamata Robstown nel 1900, ma fino al 1910 fu considerato illegale in quasi tutta l’America.

La vera gloria del Texas Holdem avvenne quando il gioco fu sponsorizzato dal famosissimo torneo di poker, il Word Series of Poker Tournament ( WSOP ) nel 1970. Da allora il Texas Holdem viene giocato ed ha appassionato moltissima gente in tutto il mondo grazie anche alla diffusione sempre più capillare di Internet.

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 Bluff al poker

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Nel Poker all’italiana, come anche nelle varianti americane (vedi Hold‘Em Poker), è decisamente possibile praticare la tanto discussa arte del bluff, arte che ovviamente necessita di veri e propri artisti per poter raggiungere il suo massimo splendore.

Un quadro discreto è dominio di molti, un capolavoro è lusso per pochi!

Ma che cosa è esattamente un bluff nel poker quando lo colleghiamo al mondo del poker e per estensione al gioco di azzardo in genere?

Un bluff è la capacità di far credere ai propri avversari di avere in mano un punteggio altissimo quando invece non abbiamo nulla o quasi e di contro dare ad intendere agli stessi di essere debolissimo quando invece ci è capitata una mano straordinaria. L’arte della finzione insomma, l’artifizio, la dissimulazione. Per assurdo e questo lo noterete solo giocando, nel poker è molto più facile portare a termine un bluff (se ben gestito) contro un giocatore forte piuttosto che con un neofita. Il pro rispetterebbe la vostra mano e non si vergognerebbe a cedervi il piatto. Leggendo con attenzione le altre schede presenti sul sito capirete inoltre che un buon giocatore tende ad avere uno stile di gioco conservativo, pertanto difficilmente si avventurerebbe in uno scontro così drastico. L’appassionato di poker della domenica invece, con tutta probabilità, non capirebbe nemmeno il bluff e vi contrasterebbe. Risultato? Sarete fuori dai giochi o, per così dire, perle ai porci!

Come si pratica o si contrasta? Con il puro intuito, l’abilità e la capacità di leggere il gioco nel suo svolgersi e a di decifrare il linguaggio del corpo degli altri giocatori.

Per fare un esempio molto pratico e riferito al poker all’italiana, nel caso di un rilancio effettuato dopo l’apertura e la richiesta del cambio di due carte, si sarebbe portati a dedurre che l’avversario possa far affidamento su un tris di partenza ( ipotesi comunque molto remota ). Con la pratica e il tempo si avrà modo di vedere che questo tipo di giocata porta allo showdown con un tris in rarissime occasioni ma questo per il momento noi ancora non lo sappiamo e nessuno può esserne certo. Molto dipende dalla posizione del giocatore che rilancia, perché, in verità, ce ne sono alcuni che quando sono gli ultimi a parlare amano rilanciare anche con una coppia semplice ed una carta alta, magari una figura.

Anche per difendere il buio e il controbuio, spesso si bluffa per tutelare l’investimento iniziale. Creare però negli avversari un dubbio giustificato è comunque utilissimo, specie se la nostra condotta di gioco e le puntate ci abbiano portati ad essere considerati come giocatori credibili e solidi.

Ma, nel poker l’arte del bluff è sicuramente qualcosa di più esteso e sfaccettato: chi si fiderebbe di un giocatore che bluffando nelle prime mani ha mostrato ingenuamente il suo bluff alla resa dei conti? Nessuno. Ma se questo giocatore avesse scelto di proposito di rivelare un bluff per poi colpire duro quando le carte saranno a lui favorevoli? Tutti lo braccheranno sicuri del suo bluff ma la sorpresa finale sarà difficilmente gradita.

Un investimento nel lungo periodo che di certo darà i suoi frutti.

Un consiglio spassionato è quello di tentare i primi bluff al poker solamente quando saremo in grado di leggere in maniera intelligente il gioco che si svolge intorno a noi. Nel poker è fondamentale imparare le routine degli avversari e, presupponendo che gli altri ci abbiano già inquadrato, sarà davvero un’impresa far passare indenne un nostro bluff azzardato. Inoltre, bluffare contribuisce e non poco all’aumento dell’ adrenalina nel nostro corpo ma, cerchiamo di non diventarne dipendenti. Tre o quattro bluff a partita sono più che sufficienti. Non chiediamo troppo ai nostri Santi protettori!

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 Texas Hold‘EM: Gli avversari

Postato in Texas Hold'em

Vorrei iniziare questa nuova guida veloce al Texas Hold‘Em con una citazione presa da colui che probabilmente è stato il miglior giocatore mondiale nonché il massimo teorico del Poker: David Sklansky.

Ogni volta che giochi una mano in modo diverso da come l’avresti giocata se avessi conosciuto le carte di tutti gli avversari, commetti un errore e il tuo rendimento cala a favore di quello dei tuoi avversari. Lo stesso avviene anche per i tuoi avversari, ogni volta che giocano una mano in modo diverso da come l’avrebbero giocata conoscendo le carte di tutti i giocatori, commettono un errore e il loro rendimento cala a favore del tuo

Ogni buon giocatore conosce e soprattutto osserva le parole sopra citate, il così detto “Teorema fondamentale del Poker”.

Ricordiamoci bene che se siamo seduti ad un tavolo da Poker non siamo soli. Imparare a conoscere i propri avversari è assolutamente fondamentale, sia che ci si trovi in uno sfavillante Casinò di Las Vegas sia che ci si diverta a giocare ad un torneo online comodamente seduti sulla poltrona di casa nostra. Anche il poker, così come qualsiasi attività che preveda il confronto con altri individui segue una sua etichetta che è opportuno rispettare: ogni stravaganza è tollerata se non addirittura prassi, ma il rispetto degli avversari e il rispetto del loro gioco sono obbligatori. Ad esempio, giunti al momento dello show down, a meno che non ci sia richiesto, non è molto gentile mostrare un bluff ad un avversario che ha appena perso. Meglio risolvere il tutto con un sorriso equivocabile!

Come si impara a studiare i nostri avversari? La risposta più corretta non può che essere: con Il tempo e la pratica.

Alcuni utili accorgimenti però ci potranno dare un piccolo supporto già nell’immediato.

Mai distrarsi, è vietata qualunque disattenzione anche se in un determinato momento il gioco non ci coinvolge direttamente. Osservando il modo in cui un giocatore rilancia, vede le mani, bluffa e di conseguenza conduce la sua partita, ci fornirà una quantità significativa di informazioni utili al nostro gioco.

A questo proposito è utile ricordare che le tipologie di player riscontrabili sono sostanzialmente 3:

Loose

È il classico giocatore mediamente aggressivo che tende a vedere la maggior parte dei piatti a prescindere che la sua mano sia buona o meno. Lo definiremmo come un giocatore molto speranzoso pertanto. Fondamentalmente la maggior parte dei neofiti tende a inserirsi in questo profilo. La tattica migliore da adottare con un Loose è l’attesa. Attendiamo di avere una mano davvero soddisfacente, stuzzichiamo il suo appetito e sferriamo il nostro attacco vincente. Attenzione però, la difficoltà nello stabilire con buona probabilità la mano del nostro avversario Loose lo rende anche molto pericoloso.

Animal

Giocatore eccessivamente aggressivo e instabile che punta e rilancia continuamente già dal buoio. Fa frequente uso del bluff e tenderà a far alzare sempre il piatto. L’ all in è prerogativa sua quantomeno nell’ 70% dei casi in cui ci sia un all in al nostro tavolo. Ancora una volta la strategia migliore è quella dell’attesa. Magari sarà proprio un all in a farlo capitolare

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Tight

Nella stragrande maggioranza dei casi il giocatore tight è un buon giocatore, quello che sa quando giocare e quando è il caso che la partita la facciano gli avversari. Piuttosto conservativo tende ad accumulare il suo monte fiches senza puntate clamorose ed evitando il più possibile di ricorrere a bluff. Il suo punto è quasi sempre il più alto nel caso entri nel vivo della mano. Questa tipologia di gioco è quella che mi sentirei di consigliare a tutti i neofiti. L’unico modo per decifrare il suo gioco è l’attenzione estrema. Generalmente difatti il giocatore tight tende a diventare prevedibile nello schema delle puntate. Un numero sufficiente di mani dovrebbe poterci dire molto su di lui.

Antitesi per eccellenza del giocatore animal tende a rifiutare i confronti diretti con piatti troppo alti, a meno che…

Fatto questo breve riassunto basato sulla tipologia di approccio al gioco, ci rimane da considerare un’ultima tecnica che ci permette di conoscere i nostri opponenti: L’osservazione dei loro comportamenti extra gioco.

Tic, abitudini, vezzi, gestualità particolari, sono quasi sempre lo specchio riflettente di una emotività che traspare dalle carte ricevute. Non è un caso i migliori pro riescono ad essere di ghiaccio in tutte le situazioni e, nel caso in cui proprio non ne fossero del tutto capaci, alcuni piccoli accorgimenti come i-pod, cappellini, sciarpe e occhiali da sole, camuffano in buona parte queste lacune.

Ovviamente l’osservazione fisica dell’avversario non è possibile nel caso un cui si stia giocando online. Dovremo per forza affidarci allo studio del gioco nel suo svolgersi e soprattutto utilizzare pazienza, pazienza e ancora pazienza.

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 Il Texas Hold’Em “Nuovo” fenomeno del Poker

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Il Texas Hold ‘Em è sicuramente da considerarsi come la variante del Community Card Poker che, nel nostro Bel Paese, ha ottenuto il maggior numero di “praticanti” negli ultimi mesi.

Utilizzo volutamente il termine “praticanti” perché, a differenze degli Stati Uniti, che grazie agli innumerevoli Casinò sparsi su tutto il territorio ( come il Route66, il Venetian Resort o il Golden Nugget ), possono vantare da anni un altissimo numero di Pro, la recente passione casalinga resta ancora marginale.

Tutto questo fatte le dovute eccezioni del caso. Tali eccezioni rispondono al nome di Max Pescatori e Luca Pagano.

Lo scopo del gioco? Come in qualunque delle sue varianti, anche nel Poker Texas Hold ‘Em si punta a conquistare il piatto della singola mano, il così detto POT.

Questo può avvenire sostanzialmente in due modi: mostrando un valore totalitario delle carte che superi quello degli avversari, oppure incutendo negli stessi la convinzione che il loro punto sia inferiore al nostro bloccando di conseguenza le loro puntate e aggiudicandosi il piatto.

Il numero di carte utilizzate è pari a un mazzo completo di carte anglo-francesi e cioè 13 carte per seme (cuori, quadri, fiori, picche) per un totale di 52.

Trattandosi di un gioco di carte non solitario, saremo seduti ad un tavolo che può comprendere un massimo di 10 giocatori. Il minimo è ovviamente di 2.

In una mano di Texas Hold’Em ogni giocatore avrà a disposizione un monte totale di 7 carte. 2 di esse saranno carte visibili solo a noi, le nostre “pocket cards”.

Le rimanenti 5 sono “community cards”, carte cioè che saranno distribuite scoperte dal Dealer al centro del tavolo e che saranno di dominio di tutti i giocatori.

Le carte scoperte verranno distribuite dal Dealer secondo un ordine ben preciso. Dapprima 3 carte contemporaneamente (il flop) ed in seguito una carta singola (il turn) e l’ultima singola (il river).

Tutto questo, ovviamente, a patto che in seguito alla distribuzione iniziale delle nostre due carte e delle relative puntate di apertura si abbia intenzione di continuare la mano “vedendo” o puntando sulle puntate dei nostri avversari.

Come detto pocanzi i modi per vincere sono due, ma se ci atteniamo al primo dei due, il nostro scopo sarà quello di far sì che la nostra combinazione delle sette carte sia la più alta: ne potremo utilizzare 3 comuni e 2 private, oppure 4 comuni e 1 privata o anche 5 comuni e 0 private per andare a punto. Stessa cosa faranno i nostri avversari.

Certo è che non possiamo influenzare l’uscita delle carte ma almeno possiamo stilare una statistica di probabilità che il nostro sia il punto migliore osservando le stesse e osservando attentamente anche le reazioni degli altri giocatori.

Lo schema punti è piuttosto semplice. Partiamo dal più alto proseguendo verso il punto più basso realizzabile:

  • Scala Reale: 5 carte dello stesso seme dal 10 all’Asso. In assoluto il punto più alto realizzabile
  • Scala a colore: 5 carte dello stesso seme in qualsiasi valore di scala. Ad ex. 2,3,4,5,6. Risulterà più alta la scala con la carta più alta.
  • Poker: 4 carte dello stesso valore e una carta singola.
  • Full: tre carte dello stesso valore (un tris di carte) più due carte dello stesso valore (una coppia). Tra due full vince quello che mostrerà il tris più alto.
  • Colore: 5 carte dello stesso seme ma non i scala.
  • Scala: 5 carte con valore in sequenza con semi misti
  • Tris: tre carte dello stesso valore e altre due carte singole.
  • Doppia Coppia: due coppie di carte dello stesso valore e una carta singola.
  • Coppia: due carte dello stesso valore e tre carte singole.
  • Carta alta: vince colui che, in mancanza di tutte le altre combinazioni sopra citate mostra la carta con il valore più alto.

Qui trovate il manuale da stampare con lo schema punti.

A questo punto diciamo che possiamo considerarci quantomeno consapevoli di cosa sia il gioco del Poker nella variante Texas Hold ‘Em.

Seguiranno altri approfondimenti che ci permetteranno di iniziare a giocare, a vincere e, spero per voi, non a perdere.

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 Gli indizi o tell nel Texas Hold’em

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il texas holdem e gli indizi

Anche se gli indizi non sono necessariamente l’aspetto più importante della strategia del texas holdem, sicuramente dovresti sforzarti di capire quali sono le possibiltà di poter diventare un buon giocatore. Questo vale soprattutto nei giochi no-limit Texas hold’em quando sono possibili i grandi bluff, ma può essere vero anche nei giochi fixed limit.

Cos’è un indizio?

Un indizio, o tell in gergo, è un segnale che un avversario può darti in maniera subconscia, e ti fa capire la forza della sua mano. Un indizio può essere non verbale o verbale; esso può essere il modo in cui un giocatore maneggia i suoi chip, il modo in cui poggia le sue mani sul tavolo o come dice “rilancio.”

Come puoi identificare gli indizi?

Quando cerchi di identificare gli indizi, devi cercare le deviazioni da un modello di comportamento normale e accoppiare quella deviazione con una spiegazione. È molto importante che voi stabiliate il comportamento di base della persona prima di attribuire un indizio. Si dice che il tremore delle mani di una persona indichi una mano molto forte. Tuttavia, questo particolare giocatore di poker può avere un particolare tic nervoso per il quale le mani tremano spesso o può essere uno di quei giocatori le cui mani tremano quando sta bluffando e non quando hanno una mano vincente.

Quali sono alcuni degli indizi più comuni?

L’indizio che la maggior parte dei dilettanti al gioco del poker mostra è quello chiamato “forte significa debole/debole significa forte”. Uno che sta cercando di ingannare gli altri solitamente cerca di nascondere le proprie emozioni comportandosi esattamente al contrario e inoltre esaltando questo comportamento. Pertanto, forte significa che un giocatore debole agirà in maniera molto sicura quando bluffa, guardandoti direttamente negli occhi e disponendo le chip in maniera drammatica, e agirà timidamente quando ha una mano forte, guardando da un lato e spingendo le chip delicatamente. Non potremo sapere in modo certo se il nostro avversario è un dilettante che cerca di non sembrare un principiante, un giocatore non troppo esperto che sta agendo in base alla sua mano, o un giocatore esperto che cerca di ingannarti, quindi bisogna osservare attentamente prima di agire in base a questo indizio.

Devi essere preoccupato di dare indizi?

La maggior parte dei giocatori non dà indizi certi o palesi. Tuttavia, se sei preoccupato degli indizi, devi far pratica a fare le tue scommesse nello stesso modo ogni volta, che tu sia forte o debole. Se metti insieme le tue chip molto attentamente e le fai scivolare nel piatto quando hai un mano fortissima, devi fare lo stesso quando non hai niente. Se parli molto quando stai bluffando, assicurati di parlare molto anche quando hai una mano imbattibile. La chiave è non fare in modo che gli avversari leghino un certo tipo di comportamento alla particolare forza della tua mano.

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